Unicredit: ma che azienda è? Ovvero il fantasma del natale passato

Il 2015 ha rappresentato per UniCredit S.p.A. un anno da Guinness dei Primati, nemmeno lontanamente paragonabile agli anni precedenti, che pure si erano dimostrati prodighi di elementi sindacalmente rilevanti.

I “record” realizzati nel 2015 riguardano certamente l’insistenza – oltre che l’insensatezza – delle pressioni commerciali e l’arroganza di troppi responsabili, non solo nella richiesta dei risultati di budget, ma anche nell’interpretazione, a dir poco “creativa”, di alcune normative.

Quest’ultimo aspetto denota, nella migliore delle ipotesi, una preoccupante mancanza di conoscenza delle regole, particolarmente grave quando riferita ad alcune figure di sintesi; nella peggiore delle ipotesi, la conferma di una sfrontatezza senza eguali nel pretendere di far passare per lecito ciò che lecito non è.

Nonostante le speranze e gli auspici che contraddistinguono ogni Capodanno, la partenza del 2016 non è affatto rincuorante e purtroppo, fin dal 4 gennaio, i colleghi in rete ci hanno segnalato richieste già così pressanti di dati commerciali da risultare del tutto fuori contesto, non solo rispetto all’andamento del mercato, ma anche in relazione alle recentissime e ben note vicende del settore.

A questo si aggiunga il fatto che continua la richiesta quotidiana del “venduto”, pur in presenza di procedure che ne consentono un monitoraggio puntuale e la diffusione di alcune “regole” nella programmazione delle ferie che esistono solo nella fervida immaginazione di ch i le ha partorite.

Sulla base dell’esperienza del 2015 – oltre che delle prime segnalazioni del 2016 – e con l’idea, se possibile, di prevenire per il nuovo anno almeno alcune delle situazioni più “sgradevoli” che ci hanno costretti ad intervenire nel recente passato, abbiamo ritenuto utile raccogliere un elenco di indicazioni di base e di suggerimenti utili per coloro che ricoprono “ruoli di sintesi”. Non sempre si tratta di argomenti di natura prettamente contrattuale, ma la situazione è tale da convincerci che un chiarimento sia in ogni caso necessario, in quanto ….

… A CHI DI DOVERE VOGLIAMO RICORDARE CHE :

1.i colleghi in malattia/infortunio NON possono recarsi al lavoro, nemmeno se sta per scadere il “contest”;
2.il pagamento degli straordinari, oltre a rispettare il dettato contrattuale, di certo NON concorre ad incrementare le “ sofferenze bancarie “;
3.l’obiettivo di contenere lo straordinario NON si può raggiungere cancellando in procedura le ore già regolarmente effettuate dai propri collaboratori;
4.la programmazione in gennaio delle ferie di tutto l’anno NON evita, di per sé, la possibile concentrazione delle stesse in alcuni periodi; limitare i trasferimenti in corso d’anno o, nel caso, dare un’occhiata preventiva ai piani ferie può invece aiutare;
5.essere “in pari” con il budget NON è uno dei criteri previsti per la pianificazione delle ferie e/o dei permessi;
6.le campagne commerciali, che NON hanno ormai più alcuna caratteristica occasionale, ma sono di fatto proposte a ciclo continuo, non possono costituire limite all’assegnazione delle ferie;
7.la pausa pranzo NON è il momento nel quale programmare riunioni di lavoro, così come NON lo sono gli aperitivi a fine giornata; così come NON è di certo l’intervallo il momento dedicato a caricare/scaricare i bancomat;
8.i colleghi NON viaggiano da una filiale all’altra con il teletrasporto e i chilometri si pagano a norma di contratto;
9.le manifestazioni di interesse NON sono sinonimo di venduto;
10.l’apertura di un paniere titoli alle ore 13.20 NON significa che occorra saltare la pausa pranzo perinserire gli ordini;
11.le continue minacce di cambio ruolo e/o di paventati trasferimenti NON aiutano a creare un clima di armonia utile all’attività lavorativa, al contrario sono causa di inutili tensioni e demotivano iLavoratori;
12.I collocamenti obbligazionari NON sono gare a cronometro;
13.I prodotti di Banca Store NON concorrono al calcolo del rating per il merito creditizio;
14.la lettura del CCNL di categoria NON provoca cecità precoce.

Per quanto ovvio, l’elenco non è esaustivo; riteniamo invero possa in ogni caso fornire utili spunti di riflessione, sia per coloro che nel 2016 dovranno coordinare a vario titolo gruppi di Lavoratori e Lavoratrici, sia per coloro ai quali è demandata la responsabilità dell’intera Banca.

Per parte nostra, l’impegno a contrastare con ogni mezzo qualsiasi prevaricazione e scorrettezza nei confronti dei Lavoratori e delle Lavoratrici rappresenterà, come sempre, l’assoluta priorità.

Nel contempo siamo fortemente impegnati, proprio in questi giorni, nella elaborazione di una proposta unitaria, da sottoporre a breve all’azienda, per regolamentare, a tutela della dignità dei lavoratori e con l’obiettivo di ripristinare una certa serenità negli ambienti di lavoro, l’odioso fenomeno delle pressioni commerciali.

Milano, 25 gennaio 2016

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO
UNICREDIT S.P.A.