Carta, adesso si parla all’Italia

Iniziata con uno spettacolo al Monk Club Arci di Roma la seconda fase del “nuovo Statuto”, che prevede la raccolta firme per la presentazione di una legge d’iniziativa popolare. Camusso (Cgil): “Non abbiamo paura di dire che questa è la nostra rivoluzione”

Concluse le assemblee in tutti i luoghi di lavoro, è iniziata ieri sera (mercoledì 23 marzo) al Monk Club Arci di Roma, con uno spettacolo che ha visto protagonisti artisti e dirigenti sindacali, la seconda fase della grande campagna della Cgil per la Carta dei diritti universali del lavoro. “Non abbiamo paura di dire che questa è la nostra rivoluzione”, ha detto dal palco il segretario generale Susanna Camusso, rispondendo alle domande della giornalista e conduttrice radiofonica Natasha Lusenti.

Lo spettacolo è corso via tra battute, brani musicali, letture di brani tratti dalla Carta: tanti gli ospiti della serata, come il cantautore Antonello Venditti e il regista Mimmo Calopresti, che per l’occasione ha presentato il suo cortometraggio “Equilibri precari” sulle nuove forme di lavoro (dove il comico Giorgio Panariello recita nei panni di un sindacalista). Dopo 41 mila assemblee e quasi un milione e mezzo di persone coinvolte, la Carta è ora attesa alla prova più difficile: la raccolta di firme per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare, indirizzata a riscrivere l’intero diritto del lavoro. “Finalmente ci siete arrivati – ha detto Camusso raccontando dei commenti raccolti dai lavoratori nelle assemblee – ma noi potremmo rispondere: meglio tardi che mai”. I banchetti per la raccolta delle firme si apriranno sabato 9 aprile, la seconda parte del viaggio della Carta è iniziata.