BNL: tanto tuonò che piovve

Eccola, è arrivata la perturbazione: pare assuma toni catastrofici sulle oramai già provate condizioni economiche dei lavoratori. Le premesse che il doveroso cambiamento organizzativo – necessario per ristabilire efficienza e per riportare in positivo il bilancio della Banca – richiedesse soluzioni lontane dalla solita cantilena di agire sui costi del personale in maniera indiscriminata, pare siano state completamente disattese.

Vero che la responsabilità di quello che è accaduto in questi anni può, per certi versi, essere imputata – nella lettura macroeconomica – anche alla contrazione dei mercati, alla crisi finanziaria mondiale, alla sfiducia ad investire nel mercato immobiliare e ad un sistema capitalistico che sta vivendo il peggior periodo storico mostrando ampie falle e debolezze; c’è, tuttavia, un altro aspetto che ha amplificato all’interno della nostra azienda queste criticità imputabili, a nostro avviso, anche agli UOMINI che in questi ultimi anni hanno condotto la nave Banca in maniera più che audace e con un’arroganza tale da far impallidire persino il tristemente famoso comandante Schettino.

Abbiamo più volte indicato (anche recentemente sul nostro giornalino di qualche mese fa) quello che ritenevamo fosse un aspetto critico su cui attenzionare l’alto management dell’azienda con la citazione di un articolo apparso su un inserto del sole24 “… La radice del problema sta nei rapporti perversi tra top management, dirigenti di medio livello e tecnici. In sintesi: il top management stabilisce obiettivi irrealistici, la fascia media non osa sollevare obiezioni e, nell’ansia di non deludere i piani alti, preme sui tecnici (contabili in un caso, operativi nell’altro) perchè accettino di dichiarare il falso garantendo loro una copertura interna..”…