Banca D’Italia: Fallisce l’ultimo tentativo

UNA DELEGAZIONE IRRESPONSABILE RIFIUTA IL NEGOZIATO FACENDO NAUFRAGARE LA TRATTATIVA

Falbi, Fisac Cgil, First Cisl e Uilca Uil non sottoscrivono l’accordo

L’incapacità e la mancata attitudine al confronto della Delegazione Aziendale ha determinato il fallimento dell’ennesimo responsabile tentativo, delle OO.SS. del primo tavolo, di trovare una soluzione definitiva alle esigenze dei colleghi coinvolti nella ristrutturazione periferica.

Riportiamo, di seguito, le principali rivendicazioni non accolte dalla Banca, che hanno comportato il definitivo ed inevitabile fallimento della trattativa:

TELELAVORO

1. Pretesa, in aggiunta al riconoscimento della legge 104, di una ulteriore documentata situazione di eccezionale gravità per poter accedere di diritto al telelavoro.

2. Mancato accoglimento della richiesta di destinare le posizioni di telelavoro inoptate dai titolari della L.104 in favore di altri colleghi impossibilitati al trasferimento presso altra residenza.

3. Rifiuto di riconoscere una validità temporale almeno quinquennale all’adibizione al telelavoro.

4. Rifiuto, in alternativa, di riconoscere una validità biennale non rinnovabile solo a fronte di eccezionali e comprovate motivazioni.

5. Rifiuto di riconoscere, a domanda, l’utilizzo del lavoro delocalizzato articolato su due giorni per settimana.

CONTRIBUTO PER IL PENDOLARISMO

Inaccettabile conferma di un importo unico da riconoscere a fronte di chilometraggi notevolmente diversi o di profonde diversità di collegamenti tra residenza di lavoro e residenza abitativa.

OPZIONI

Rifiuto di prevedere date prossime al 2018 per esercitare le opzioni per la mobilità incentivata.

ASPETTI GESTIONALI

Rifiuto di prevedere l’azzeramento delle graduatorie nelle realtà oggetto di trasferimento dei colleghi addetti alle UST in chiusura.

Incredibile e inaccettabile penalizzazione a carico delle colleghe e dei colleghi in temporanea disponibilità presso altre Filiali e provenienti da Filiale trasformata in UST.

CONTRIBUTO A FAVORE DEI DIPENDENTI INTERESSATI DALLA RISTRUTTURAZIONE DEL 2008

Respinta la proposta sindacale intesa a far riconoscere una liquidazione forfettaria a tutti coloro ancora interessati dalle misure di accompagnamento pari allo 0,2% della massa salariale.
Una percentuale estranea al riconoscimento della maggiore efficienza aziendale.

NON ACCETTAZIONE DELLA PROPOSTA SINDACALE INTESA AL SUPERAMENTO DELLA PROFONDA INIQUITA’ DISCENDENTE DALLA DIVERSA TEMPORALITA’ DELLA DURATA DELLE MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO, 2 anni e mezzo anziché 5, A DANNO DELLE COLLEGHE E DEI COLLEGHI CHE PERMANESSERO NELLE UST FINO AL 2018

ZAINETTO

Rinvio ad altra sede del confronto per l’istituzione dello “zainetto” che consentirebbe a molte colleghe e colleghi la maturazione, nel biennio successivo al 2018, dei requisiti per accedere a tutte le misure di accompagnamento all’uscita.

* * *

Le scriventi hanno, inoltre, avanzato proposte modificative dei contenuti dei testi presentati dalla Banca in quanto, per diversi aspetti, rappresentano un arretramento rispetto agli impegni assunti dalla Banca nel corso del negoziato.

Alla fine del confronto, le scriventi Segreterie hanno avvertito la Delegazione Aziendale che, a fronte di una conferma della volontà della Banca di riconoscere, con modalità diverse, tra Carriera Direttiva e non, la maggiore efficienza aziendale dell’anno 2014 (che nulla ha in comune con la vicenda della riorganizzazione futura) si rivolgerebbero alla competente Magistratura per chiedere la sospensione e l’annullamento di un provvedimento che non appare esagerato definire prossimo all’”estorsione”.

A tal proposito ricordiamo a tutti che l’accordo firmato da Cida e Dasbi non conteneva alcun ricatto della specie, di conseguenza l’insistenza della Banca rappresenterebbe un premio per la Carriera Direttiva e una illegittima penalizzazione per le Carriere non Direttive.

Pari considerazione vale anche per la sottoscrizione dell’accordo in tema di incentivo al pensionamento anticipato per il personale delle Filiali non interessate dal riassetto della rete territoriale, che la Banca vorrebbe congiuntamente alla sottoscrizione dell’accordo per le misure di accompagnamento.

Le scriventi OO.SS., pur consapevoli della gravità del momento, non potevano sottoscrivere accordi condizionati pesantemente da un ricatto aziendale che avrebbe rappresentato un precedente pericolosissimo per l’ancora più complessa vicenda che riguarderà la riforma delle carriere.

Roma, 3 novembre 2015

LE SEGRETERIE NAZIONALI

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