Banca d’Italia: caduta di stile senza precedenti

Capo della Delegazione aziendale, dimostrando una profonda inadeguatezza del ruolo e mancanza di rispetto delle Rappresentanze Sindacali ha “ABBANDONATO IL TAVOLO DEL NEGOZIATO” perché in disaccordo con le proposte avanzate dalle scriventi Segreterie Nazionali, orientate a determinare le condizioni per una conclusione positiva del negoziato. Un comportamento censurabile sotto ogni profilo, formale e sostanziale, “una caduta di stile senza precedenti”!

TELELAVORO E LAVORO DELOCALIZZATO, LE NOSTRE PROPOSTE:

  • Accesso di diritto a tutte le colleghe e i colleghi (53) aventi titolo ai benefici di cui alla L. 104/1992 senza l’esclusione dei familiari non definiti “stretti congiunti”;
  • ulteriori 40 posti disponibili, in aggiunta a quelli riservati ai beneficiari della L. 104;
  • nell’ipotesi di posti disponibili, ma non ricoperti, per i beneficiari della legge 104, essi si aggiungerebbero ai posti disponibili per gli altri colleghi.

Il complesso dei posti richiesti consentirebbe la copertura di tutte le esigenze rilevate. Il telelavoro per i non beneficiari della L. 104 deve avere una durata di almeno 5 anni rinnovabili.

Inoltre, in alternativa, prevedere la possibilità di riconoscere, a chi ne facesse richiesta, il lavoro delocalizzato articolato su due giorni per ogni settimana.

Qualora le colleghe e i colleghi destinatari del telelavoro, entro un tempo da definire, decidessero di rinunciare a quella opzione, avrebbero titolo a chiedere e ottenere la mobilità incentivata.

RISPOSTE DELLA BANCA: Previsione di 35 posti aggiuntivi disponibili per i non beneficiari della L. 104. Respinte tutte le altre proposte.

PENDOLARISMO, LE NOSTRE PROPOSTE: Revisione dei criteri e degli importi proposti dalla Banca in quanto iniqui e carenti sotto il profilo economico.

RISPOSTE DELLA BANCA: La Delegazione aziendale, pur riconoscendo le ragioni esposte dalle scriventi, ha dichiarato che non esistono margini di miglioramento.

ACCOMPAGNAMENTO IN USCITA LE NOSTRE PROPOSTE: Le scriventi hanno richiesto, per coloro che entro il 31.12.2018 non avessero maturato i requisiti per aderire alle misure d’accompagnamento in uscita, la previsione di uno slittamento, per un numero di anni da definire, utile per il conseguimento di quei requisiti.

RISPOSTE DELLA BANCA: La Delegazione aziendale ha affermato che una tale richiesta potrebbe essere accolta solo dopo la Riforma delle carriere. (L’ennesimo, inaccettabile, ricatto!)

AZZERAMENTO DELLE GRADUATORIE DI TRASFERIMENTO, LE NOSTRE PROPOSTE: Superamento della formula generica: “fino a copertura dei fabbisogni disponibili”, al fine di garantire IL REALE AZZERAMENTO DELLE GRADUATORIE DI TRASFERIMENTO.

RISPOSTE DELLA BANCA: La Delegazione aziendale ha ribadito la formulazione contestata dalle scriventi.

PRECEDENTI MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO, LE NOSTRE PROPOSTE: Fermo restando il 2,8% già definito a titolo di maggiore efficienza aziendale, prevedere uno 0,2% aggiuntivo da destinare a favore delle colleghe e dei colleghi destinatari delle precedenti misure di accompagnamento non rinnovate (pendolarismo, ecc.).

RISPOSTE DELLA BANCA: La Delegazione aziendale ha convenuto sulla misura aggiuntiva e “non sottrattiva”, come affermato dai soliti “cialtroni”, ma ha ipotizzato diverse soluzioni per la carriera direttiva che, a suo dire, non sono interessate da quelle misure.

Dopo le risposte negative, il Capo della Delegazione aziendale ha dichiarato che avrebbe sottoposto alle OO.SS., nel corso della prossima settimana, il testo degli accordi.

Proposta respinta dalle scriventi Segreterie Nazionali che hanno ribadito “insoddisfazione sui risultati fin qui conseguiti” in quanto non sono in grado di dare risposte credibili alle profonde problematiche causate da una ristrutturazione ingiusta e immotivata.

Il Capo della Delegazione aziendale, mostrando disprezzo verso l’impegno assunto per un negoziato ad oltranza fino al 31 ottobre, ha preferito sottrarsi a un civile confronto.

Falbi, First-CISL, Fisac-CGIL, UILCA continuano, con perseveranza, a sostenere l’inalienabile necessità di pervenire a risultati in grado di garantire la qualità della vita alle colleghe e ai colleghi interessati.

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