4 Nuove Banche: da soli a richiedere garanzie per economia e occupazione ?

Ormai da qualche tempo la stampa ci informa che sono in campo, per un acquisto «in blocco» , dieci soggetti, fra cui tre dei maggiori fondi di private equity internazionali.

Ora, approssimandosi la scadenza per passare alle c.d.  offerte vincolanti, sempre dalla stampa apprendiamo che nei prossimi giorni potrebbero materializzarsi anche offerte per le singole 4 nuove banche da parte di “ istituti di credito regionali italiani “.

Non solo. Da ultimo, sempre la stampa dà notizia di una ulteriore opzione: il Fondo interbancario di tutela dei depositanti starebbe valutando un’offerta; infatti,  alcune banche italiane , “inizialmente molto scettiche “,  starebbero valutando seriamente l’ipotesi di intervenire, attraverso il c.d. schema volontario del FITD.

Una trama degna di un thriller finanziario,un vero best seller se non ci fossero, fra gli altri, lavoratori e risparmiatori coinvolti.

Più prosaicamente, un “ tormentone “ se si considerano i mesi di attesa e le oscillazioni  prima che, improvvisamente, il 22 novembre 2015 , in zona Cesarini, Governo e Autorità di vigilanza decidessero la risoluzione delle 4 vecchie banche, con la motivazione dei veti della Commissione UE.

“ Le 4 nuove banche sostengono il tessuto economico del territorio: circa 200.000 piccole e medie imprese, commercianti e artigiani che dispongono di fidi e aperture di credito continuano a godere del sostegno finanziario per la propria attività da parte delle nuove banche. Si è conservato il livello occupazionale sul territorio, perché i 6.000 dipendenti proseguono il loro rapporto di lavoro con le nuove banche e anche le 1.000 persone occupate nell’indotto non hanno subito impatti a causa della crisi “.

Così MEF e Banca d’Italia hanno ripetutamente valorizzato la decisione di ricorrere alle procedure di risoluzione, nonostante il sacrificio imposto ai detentori di obbligazioni subordinate e, non dimentichiamolo, ai piccoli azionisti, per i quali dovrà essere presa in considerazione l’assegnazione di warrant gratuiti.

Ebbene, lo ripetiamo da mesi: nella valorizzazione del capitale umano e del territorio il punto di forza delle 4 Nuove Banche e il discrimine.

Lavoro – Risparmio – Territorio.

In quale conto i “ procedimenti aperti, trasparenti, non discriminatori e competitivi ”, decisi dall’Autorità di Risoluzione per la selezione delle offerte e per la gara, tengono:

  • L’economia reale dei territori, il cospicuo tessuto di piccole e medie imprese, le famiglie e imprese;
  • I livelli occupazionali e le condizioni di lavoro dei dipendenti delle 4 Nuove Banche, delle altre società controllate nonché dell’ indotto di attività che occupa un migliaio circa di persone;
  • Le ricadute sulle economie locali della gestione dei “crediti non performanti”  ceduti alla REV ?

“ Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende “.

Lo dice l’art. 46 della nostra Costituzione.

Nel nostro Paese si discute da anni di  democrazia economica e partecipazione dei lavoratori.
Eppure i lavoratori sono tenuti fuori da qualsiasi forma di coinvolgimento e di informazione sulle scelte che decidono del loro futuro.

Sono chiamati esclusivamente a farsi carico delle crisi e delle ristrutturazioni, attraverso riduzioni dei livelli occupazionali e del salario.

Il discrimine è evidente, anche a fronte della probabile contrazione dell’entità economica del prezzo di vendita atteso:

  • con quali criteri saranno selezionati gli acquirenti ?
  • quali ricadute per l’economia reale e per l’occupazione di tutti i territori coinvolti ?

Stiamo parlando di tutto il Centro Italia e di importanti e significative presenze in altri territori; di ripresa economica e dell’occupazione.

Chieti, Ferrara,Arezzo,Jesi, 18  luglio 2016

Le Segreterie degli Organismi sindacali aziendali FISAC/CGIL

Nuova Cassa di Risparmio di Chieti Spa – Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara Spa

Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio Spa – Nuova Banca delle Marche Spa